La nota n. 27622 del 6 settembre scorso con la quale il ministero dell’istruzione fornisce indicazioni operative per la “Formazione in servizio del personale docente ai fini dell’inclusione degli alunni con disabilità ai sensi del comma 961, art. 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 – DM 188 del 21.6.2021” non solo ha suscitato contrarietà tra le organizzazioni sindacali per una questione di metodo (la materia avrebbe dovuto essere preliminarmente condivisa, come da contratto e come convenuto), ma ha provocato alcune perplessità nel merito soprattutto tra tutti i dirigenti scolastici che dovranno sovrintendere a questa particolare formazione a cui sono chiamati circa 368mila docenti.

In particolare c’è un passaggio della nota ministeriale che sembra strizzare l’occhio ai sindacati per prevenire un eventuale contenzioso: Il personale docente in questione, per l’anno scolastico 2021/2022, sarà invitato a frequentare un percorso di formazione su tematiche inclusive, secondo quanto previsto dal DM 188 citato tenendo conto delle indicazioni fornite con la presente nota e rivolta alle scuole polo per la formazione che avranno il compito di organizzare le attività formative.

Invitato o obbligato?

La legge 178/20, al comma 961 dell’articolo unico è molto chiara: Il fondo di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è incrementato di 10 milioni di euro per l’anno 2021 destinati alla realizzazione di interventi di formazione obbligatoria del personale docente impegnato nelle classi con alunni con disabilità. La stessa legge quantifica la durata di questa formazione obbligatoria mediante la determinazione delle unità formative comunque non inferiori a 25 ore di impegno complessivo. Il decreto ministeriale 188 del 21 giugno scorso, oltre a evidenziare il carattere obbligatorio di questa formazione precisa esplicitamente che La partecipazione alle attività formative assume carattere di obbligatorietà e non prevede esonero dal servizio. Nella nota ministeriale del 6 settembre non compare mai il termine ‘obbligo’ o sue derivazioni, se non nella parte conclusiva del testo quando si ricorda che lo svolgimento delle attività formative da svolgersi obbligatoriamente entro il mese di novembre p.v. In attesa di un chiarimento ministeriale che fughi qualsiasi ambiguità, gli oltre trecento coordinatori di rete che dovranno organizzare la formazione da parte delle istituzioni scolastiche dell’ambito stanno già provvedendo a definire con le scuole associate il progetto formativo che l’USR di competenza dovrà autorizzare.

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fonte: web

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