La riforma del reclutamento, analizzata da forze politiche, sindacati e associazioni di categoria presenta moltissimi punti critici. Che dovranno portare il ministero a una profonda riflessione, prima di varare la versione definitiva di quello che sarà il meccanismo che dovrà gestire il modo di diventare docenti in Italia nei prossimi anni.

Le controproposte messe sul tavolo

Molte le proposte, o per meglio dire le controproposte messe sul tavolo del ministro Bianchi. Qualcuna potrebbe anche fornire spunti interessanti per aggiustare il tiro e andare incontro alle richieste di chi ha una visione diversa del mondo della scuola, evidentemente, rispetto al ministro. Secondo Anita Pelaggi, del CNPS (Coordinamento Nazionale Precari Scuola) intervenuta a Orizzonte Scuola, “la situazione è preoccupante. Partendo dal concorso secondaria, rispetto alle domande fuorvianti, che porterà tantissimi candidati a ricorso. E la bozza di reclutamento. Sembra un gioco ad ostacoli, la nuova riforma”.

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La preoccupazione maggiore sembra riguardare la scarsa attenzione rivolta nei confronti dei precari, i più penalizzati, come avviene orami da molti anni: “Tutto questo vedendo i numeri del precariato storico. Nonostante tutto, sembra che addirittura tutto questo si triplichi“, aggiunge la docente.

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I precari già sono lavoratori della scuola

L’insegnante spiega: “Ci si dimentica che i precari sono lavoratori della scuola già. Questo tipo di modalità al Ministero le pensano perché non conoscono la scuola oppure dobbiamo pensare che forse è una provocazione. Un sistema del genere è fallimentare. Sembra una ulteriore vessazione nei confronti del precario“.

Poi aggiunge: “Dopo 5, 8, 10 anni di precariato torniamo all’università. Ci si può accontentare di un part-time, perchè le entrate degli insegnanti sono ovviamente floride e quindi possiamo anche abbandonare il lavoro a tempo pieno“, dice sarcastica Pelaggi, che aggiunge: “Io mi auguro che questa bozza venga bloccata, no ridiscussa“.

Assumere col doppio canale di reclutamento

Altro elemento da tenere in debita considerazione: “Se guardiamo il numero dei bocciati dei concorsi, una parte dei precari verrà bloccato subito con questo sistema, se il concorso è questo“.

Una soluzione c’è: “Basterebbe assumere col doppio canale del reclutamento utilizzando le Gps, magari aggiungendo la formazione in itinere e poi si entra in ruolo, come si faceva in passato”, secondo Pelaggi.