La settima commissione del senato ‘ha bocciato’ la figura del docente esperto: plaudono le organizzazioni sindacali.

La figura del docente esperto, prevista dal Decreto Aiuti Bis approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 agosto, ha suscitato sin da subito il disappunto degli insegnanti e del mondo sindacale. Da parte del mondo della scuola, infatti, tanti sono stati gli interventi di disaccordo e i tentativi per abolire questa nuova figura: nel giro di poche settimane, ad esempio, la petizione promossa dal gruppo Facebook ‘Professione Insegnante’ ha raggiunto quasi 70.000 firme. Ieri, 1° settembre, la settima Commissione del Senato si è espressa in merito, formulando parere negativo sull’introduzione di tale figura e riscuotendo il compiacimento delle maggiori organizzazioni sindacali: si arriverà allo stralcio della norma?

La VII commissione del Senato ha bocciato il docente esperto

Con un comunicato stampa unitario, le sigle sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals hanno reso noto il parere negativo espresso dalla settima Commissione in merito alla figura del docente esperto, introdotto dall’articolo 4-bis del Decreto Aiuti Bis: passo molto importante, che potrebbe portare allo stralcio della legge. Come sappiamo, a seguito di un percorso costellato da corsi di formazione, prove ed esami della durata di 10 anni, in base a quanto stabilito dal Decreto, i docenti esperti potrebbero essere operativi solo dall’anno scolastico 2032/33, non superando il tetto massimo delle 8.000 unità: per questi docenti di ruolo qualificati si prevede un assegno annuale ad personam aggiuntivo allo stipendio pari a 5.650 euro.

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Il comunicato stampa unitario

Ecco quanto è possibile leggere nel comunicato firmato dai segretari nazionali delle suddette sigle sindacali: “La commissione muove obiezioni di non poco conto, sia di merito che di metodo, di fatto accogliendo in gran parte le osservazioni espresse dalle organizzazioni sindacali. Per la Commissione, il decreto introduce una qualifica, quella appunto del docente esperto, che non prevede nuove funzioni introducendo disparità di trattamento a parità di condizioni di lavoro; il riconoscimento è poi riservato a una quota eccessivamente ristretta del personale e la procedura di conseguimento è definita, senza il dovuto confronto con le parti sociali, in sede extra contrattuale. La commissione peraltro sottolinea come sia necessario procedere senza indugio al rinnovo del contratto di lavoro del personale della scuola.

L’invito, unanimemente condiviso, alle Commissioni 5^ e 6^ affinché accolgano emendamenti che rimuovano le criticità indicate, invito che costituisce la condizione per un parere positivo della Commissione 7a, di fatto apre la possibilità dello stralcio che FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams hanno da subito indicato alle forze politiche come soluzione più opportuna e immediata. Richiesta che oggi ribadiscono con forza, preso atto positivamente della convergenza con le valutazioni espresse dalla Commissione 7a, in particolare laddove sottolinea l’inopportunità di legiferare in materie strettamente legate al rapporto di lavoro”.