Come previsto, con il passare dei giorni sta aumentando sia il numero degli alunni assenti perché contagiati e collocati in didattica a distanza, sia la quantità di insegnanti colpiti dal Covid (o ritenuti “contatti stetti”) e collocati in quarantena. Gli studenti si attestano sul 15% di assenze, mentre tra gli insegnanti si arriva anche al 20%, con punte del 30% di mancate presenze in classe. Lo dice un’indagine della Gilda degli Insegnanti che fotografa la situazione delle scuole italiane, definendola “molto preoccupante”, a pochi giorni dal ritorno sui banchi di scuola dopo le festività natalizie coincisa con l’apice della pandemia.

Di Meglio: il Governo ha messo la polvere sotto il tappeto

Secondo Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, “l’affermazione che la scuola sia aprioristicamente un luogo sicuro è poco più di una battuta perché soltanto in rari casi gli interventi messi in atto da qualche ente locale hanno reso davvero sicura la riapertura. In linea generale, però, ben poco è stato fatto per rendere la scuola più sicura di quanto fosse prima dell’inizio della pandemia. Avevamo perfettamente ragione, dunque, quando qualche giorno fa abbiamo sostenuto che il Governo stava mettendo la polvere sotto il tappeto e che le chiusure degli istituti scolastici sarebbero inevitabilmente arrivate con il progredire della pandemia”.

Dai vari territori giungono notizie e numeri che indicano chiaramente quante difficoltà stiano incontrando le scuole nel condurre l’attività didattica in presenza o a distanza.

A Crotone

Nella provincia di Crotone, tutti i sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al 15 gennaio, con possibilità di proroga di una settimana, a causa non solo dell’emergenza epidemiologica ma anche della difficoltà di tracciamento da parte dell’Asp. Solo il sindaco di Crotone, ritenendo illegittima l’ordinanza di chiusura, le ha tenute aperte, ragione per la quale gli studenti delle superiori sono in stato di agitazione. In ogni scuola si registrano diversi casi di positività tra il personale docente e Ata e tra gli studenti; diverse famiglie hanno fatto richiesta di attivazione della didattica digitale integrata. Resta, irrisolto, il problema dei trasporti. Scenario analogo a nel capoluogo calabrese, dove le aule scolastiche resteranno off limits, anche qui, fino al 15.

A Palermo

Sempre secondo la Gilda degli insegnanti, restando ancora al Sud, la situazione si presenta grave a Palermo dove, come in tutto il resto della regione, dal 14 si ritorna in classe nonostante nella maggior parte delle scuole si registri almeno un paio di casi di positività per almeno i tre quarti delle classi.

A Bergamo e Brescia

In continua evoluzione la situazione altra Bergamo e Brescia, dove si assiste a un crescendo di assenze tra il personale scolastico e gli studenti, che oscillano in media tra il 10 e il 15%, con punte del 30% in poche scuole. Aumentano dal 5 al 15% anche le classi in DAD.

A Mantova e Venezia

A Mantova le lezioni sono riprese regolarmente il 7 gennaio, ma sono in aumento i casi in città e in provincia. Frequente il ricorso alla didattica digitale integrata con circa 7-10 ragazzi in ogni classe assenti per quarantene o contagi.

Molti gli studenti in quarantena fiduciaria a Venezia, dove il trend dei contagi è in crescita.

A Torino

Anche le scuole di Torino non se la passano bene: in media si contano per ogni classe 3 studenti in DDI, 6 assenti, 4-5 in DAD. Molti anche i docenti assenti, il che richiede il ricorso a continue supplenze. Nota dolente anche le connessioni internet, come segnalano gli insegnanti di un liceo della provincia di Ivrea che lamentano di lavorare con classi dimezzate e di disporre di una rete internet insufficiente a reggere la didattica mista. “La maggior parte delle volte dobbiamo intervenire con i nostri cellulari attivando gli hotspot. Una situazione insostenibile”, commentano.

A Frosinone

A Frosinone, e in circa 20 comuni della provincia, la ripresa delle attività didattiche è stata posticipata alla prossima settimana dopo un vertice tra i primi cittadini e i dirigenti scolastici. La decisione ha interessato una gran parte delle circa 80 scuole della provincia.

A Cagliari

Nella provincia di Cagliari le lezioni sono iniziate in presenza il 10, anche se in molte scuole gli studenti non sono entrati e sono stati rilevati casi di docenti in malattia in misura superiore allo standard. In provincia di Nuoro e di Oristano molti sindaci hanno emanato ordinanze di chiusura delle scuole per qualche giorno, come a Macomer, Ghilarza, Oristano, Bosa, Tresnuraghes. In quasi tutti gli istituti ci sono da 5 positivi in su e si applica la DAD o la DDI.

A Roma

Secondo il sindacato autonomo, a Roma la situazione nelle scuole superiori e medie è di 4-5 alunni per classe positivi o in quarantena, quindi in DAD e DDI. Il 10- 15% dei docenti in alcuni istituti sono positivi o in isolamento. Molti docenti non sono tornati in classe dopo le vacanze natalizie perché positivi e, in alcuni casi, ci sono volute fino a due settimane per la guarigione.

A Ferrara

Da Ferrara si fa notare che i referenti Covid e i dirigenti scolastici sono ormai come i dipendenti delle ASL, impiegati a tracciare e, a causa della mole di lavoro, non riescono a stare al passo e a predisporre in tempi brevi la DAD per chi ne ha diritto.

Il sondaggio degli studenti nel giorno dello sciopero

Anche altre indagini confermano il quadro. Secondo un sondaggio della community ScuolaZoo, il rientro in classe si è realizzato “solo a metà”, con “casi di professori assenti in 5 classi su 10”.

La rilevazione giunge nel giorno del primo sciopero dell’anno degli allievi, indetto dall’Unione degli Studenti “per denunciare la disorganizzazione scolastica dopo due anni di pandemia”.

Al sondaggio di ScuolaZoo hanno partecipato 55mila ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni ed ha “confermato che in più di 8 scuole su 10 ci sono casi di studenti assenti per positività da Covid o per obbligo di quarantena”. Inoltre, “in una classe su due ci sono docenti assenti, in malattia o in quarantena”.

“Un altro dato che emerge dal sondaggio è che il 48% dei rispondenti ha riscontrato diversi disagi relativi al sistema di tracciamento: tra risultati dei tamponi che tardano ad arrivare, Green pass non riattivati e difficoltà a ottenere certificati di guarigione, il rientro a scuola è stato disordinato e pieno di incertezze”.

La DaD riesce a compensare, ma…

Ma un segnale positivo c’è: gli studenti che sono stati costretti a restare a casa riescono comunque a seguire le lezioni in DaD, la didattica a distanza, secondo l’80% dei rispondenti.

“La DaD quindi, come mezzo alternativo alla scuola in presenza, si può fare e si fa, pur con tutti i suoi limiti (problemi di connessione, di comunicazione tra prof e studenti, di organizzazione in famiglia, etc)”, scrivono ancora da ScuolaZoo.

Secondo la community, è vero che “la DaD non sostituirà mai le lezioni in presenza, ma continuerà a esistere: il suo futuro è la fruizione ibrida a bisogno, per la costruzione di una scuola nuova, flessibile, tecnologica e interconnessa”.

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