Di Meglio (Gilda) sottolinea l’insufficienza delle risorse per il rinnovo del contratto: occorre retribuire il lavoro sommerso.

Ieri, 1° febbraio, sono riprese le trattative per il rinnovo del contratto per i lavoratori della scuola, sia docenti che ATA: il ministro Bianchi, infatti, ha presentato alle organizzazioni sindacali l’Atto di Indirizzo propedeutico alle procedure del rinnovamento contrattuale. I lavori sono molto difficili, soprattutto per quanto riguarda la definizione degli aumenti stipendiali tanto attesi dal personale scolastico: il sindacato la Gilda degli Insegnanti sottolinea l’insufficienza delle risorse messe in campo e porta avanti delle richieste.

Insufficienza delle risorse per il rinnovo del contratto scuola

Si sono riavviati i lavori per rinnovare il contratto della scuola già scaduto con la presentazione di ieri, 1° febbraio, dell’Atto di Indirizzo da parte del ministro Bianchi ai sindacati: come già si prevedeva da tempo, tra le questioni più spinose vi sono sempre gli aumenti degli stipendi richiesti da sindacati e lavoratori. Richieste che, però, quasi sicuramente resteranno disattese, per la mancanza di risorse sufficienti destinate alla retribuzione del personale scolastico: in base a calcoli più volte fatti, le cifre, anche se non apertamente ancora palesate dal Ministero, si attesterebbero intorno ai 105 euro lordi mensili, considerando anche l’aggiunta dei fondi della Legge di Bilancio.

“Aumento” che lascia scontenti sia lavoratori sia organizzazioni sindacali, che esprimono il loro malcontento verso la magra consolazione del piccolo incremento rispetto all’ultimo contratto 2016-2018. A sottolineare come l’insufficienza delle risorse “pesi come un macigno” è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Fgu-Gilda degli Insegnanti, nel suo intervento all’incontro di ieri.

Di Meglio: occorre considerare il lavoro sommerso dei docenti

“Attualmente parliamo di un aumento intorno al 4% che, non solo non basta a colmare il divario con il resto dei dipendenti del pubblico impiego, ma che tra un anno sarà già del tutto eroso dall’inflazione prevista al 5%”: così afferma Di Meglio, commentando l’irrisorio aumento stipendiale previsto con il nuovo contratto.

 

ll segretario nazionale mette anche l’accento su un aspetto molto importante, il lavoro sommerso svolto dai docenti, mai considerato in sede contrattuale: “La media delle ore di servizio effettivo prestato dagli insegnanti è di 36 – spiega il coordinatore nazionale della Fgu-Gilda citando la recente indagine condotta dall’Osservatorio sui conti pubblici – e la maggior parte di queste ore non viene retribuita, perché i pagamenti ricevuti dagli insegnanti attingendo al modestissimo fondo delle scuole sono spesso forfettari. Ciò significa che molti lavorano per cifre di 3/4 euro l’ora. A ciò si aggiunge il disagio enorme provocato dall’orario di lavoro che non è continuativo ma sottoposto a un continuo spezzettamento”.

E retribuire la formazione

Di Meglio si sofferma anche sulla formazione degli insegnanti, sottolineando come questa dovrebbe essere retribuita e la necessità di trovare risorse: “Anche questo impegno va retribuito. Se nel contratto si stabilisce di inserire 25 ore di aggiornamento per il personale docente, posto che un’ora costa 17 euro più il 24% lordo stato, moltiplicando questa somma per gli 800mila insegnanti in servizio nelle nostre scuole, risulta necessario mezzo miliardo di euro l’anno in più per retribuire la formazione. Senza soldi sufficienti – rimarca Di Meglio – diventa difficile sia l’aumento delle retribuzioni base, sia realizzare progetti per migliorare la scuola. Ci auguriamo, dunque, che colà dove si puote, si aprano i cordoni della borsa”.

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