Contratto scuola: all’oggi solo la parte economica

Contratto scuola, la firma del rinnovo: 143 euro in più per i docenti e 107 euro per gli ATA

 

di Alessandra Ricciardi  

Cresce la busta paga del personale della scuola: 143 euro in più al mese per i docenti e 107 euro per gli ATA. Si tratta del terzo rinnovo in 4 anni del contratto del comparto istruzione quello siglato, per la parte economica, nella mattinata del primo aprile da sindacati e Aran. Un risultato, dice il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, “storico”. E ancora: “Ho richiesto l’anticipazione della parte economica e la destinazione della quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari”.

I tre contratti portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA, aumenti assicurati dai finanziamenti delle leggi di bilancio del governo a cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha aggiunto risorse ulteriori, in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024, “la nostra priorità è migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola”, rivendica Valditara.

A firmare il contratto questa volta tutti i sindacati, anche la Flc-Cgil che spiega: “L’accordo consente di intervenire subito sul potere d’acquisto, destinando tutte le risorse al salario fondamentale e garantendo aumenti superiori al 5,9%, in linea con l’inflazione. Ora parte la mobilitazione per altre risorse”. Per Ivana Barbacci, leader della Cisl scuola, “bene anche la scelta di caratterizzare con risorse specifiche il profilo di operatore, una novità giustamente da valorizzare. Altrettanto positivo riteniamo l’incremento delle indennità fisse di docenti e direttori amministrativi”.

Per giugno sono attesi anche gli arretrati del triennio 2025/27, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA.

Nel dettaglio dei nuovi incrementi, per i docenti gli aumenti medi oscillano dai 110,16 euro per i neoassunti dell’infanzia e primaria fino ai 185,38 euro per i laureati della secondaria con oltre 35 anni di servizio. Per il personale Ata il valore medio di 107 euro varia dagli 85 euro per i collaboratori a inizio carriera fino ai 128 euro per un assistente amministrativo a fine carriera. Rispetto ai livelli stabiliti dal precedente contratto del 23 dicembre 2025 per un docente laureato della secondaria con la massima anzianità lo stipendio annuo lordo, calcolato senza la tredicesima, passa, dal prossimo anno, da 38.505.47 euro a 39.953.75 euro. Diversamente un docente laureato neoassunto partirà da un tabellare annuo di 25.699.16 euro. Per i profili di funzionario in fascia apicale, l’aumento tabellare raggiunge i 194,57 euro.

C’è poi il capitolo delle indennità fisse che sono una parte fondamentale della retribuzione professionale. L’indennità Rpd salirà a 210 euro mensili per chi ha fino a 14 anni di servizio, arrivando a 328 euro per i più anziani con oltre 28 anni di servizio. Per il personale Ata il compenso Cia arriverà a 102 euro per gli assistenti e a 93 per i collaboratori e gli operatori.

Le trattative andranno avanti ora per la parte normativa del contratto che dovrà tra l’latro stabilire anche i criteri per la retribuzione dei docenti tutor e orientatori, finanziata con risorse ad hoc dal ministero dell’istruzione, e delle figure del middle management.

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