Contratto scuola 2025-2027, Silvia Babbini Rossi: “Un passo avanti, ma gli ITP restano penalizzati” – INTERVISTA

da scuolainforma

Intervista a Silvia Babbini Rossi sul CCNL scuola 2025-2027: stipendi, lacune per gli ITP e le priorità per il prossimo tavolo negoziale.

Silvia Babbini Rossi, docente ITP con 26 anni di insegnamento, psicologa, magistrato onorario presso il Tribunale di Sorveglianza della Toscana e autrice per Edises della prima collana di manuali per il concorso docente ITP, è una delle voci più attente alle condizioni contrattuali degli Insegnanti Tecnico-Pratici. Le abbiamo chiesto un bilancio sul CCNL scuola 2025-2027 e sulle aspettative per i prossimi tavoli negoziali.

Il contratto scuola 2025/27 e i suoi punti di forza

Il rinnovo del CCNL 2025-2027 ha segnato una discontinuità rispetto alla stagione contrattuale precedente. Ma quanto ha inciso davvero sulla vita professionale degli insegnanti? E cosa rappresenta concretamente per chi lavora ogni giorno nei laboratori scolastici?

Silvia, qual è, secondo lei, il punto di forza di questo contratto?

L’elemento di maggior valore dell’attuale rinnovo risiede nell‘inversione di tendenza rispetto alla precedente fase di immobilismo, garantendo un incremento percepibile del trattamento economico fondamentale. La sottoscrizione del CCNL 2025-2027 in costanza di vigenza del precedente rappresenta un mutamento di paradigma essenziale: assicura la continuità dei flussi retributivi e limita l’erosione del potere d’acquisto. Si tratta di un tempismo che evita l’accumulo pluriennale di arretrati, trasformando l’adeguamento economico da un evento episodico a un processo strutturato e prevedibile.

Ci sono aspetti che considera un passo avanti rispetto al contratto precedente?

Sì, rilevo progressi significativi rispetto alla precedente tornata contrattuale. In particolare, la definizione di incrementi medi mensili (circa 130-150 euro lordi) denota una maggiore regolarità nella progressione economica. Un avanzamento ulteriore è rappresentato dalla valorizzazione delle responsabilità professionali e dalla gestione organica delle competenze accessorie. Per il corpo docente, ciò si traduce in una base retributiva più solida e in un quadro normativo che permette una pianificazione professionale di più ampio respiro.

Stipendi, lacune e richieste per il futuro

Gli aumenti previsti dal contratto rappresentano un sollievo parziale, ma non colmano ancora il divario tra retribuzione e costo della vita reale. Per la categoria ITP, poi, restano aperte questioni specifiche che il rinnovo non ha affrontato.

L’aumento previsto dal contratto le sembra adeguato al costo della vita attuale?

Considerato l’attuale scenario macroeconomico, definire l’incremento retributivo pienamente adeguato risulta complesso. Sebbene l’adeguamento fornisca un parziale sollievo a fronte dei rincari energetici e dell’aumento dei prezzi dei beni di consumo, non consente il recupero integrale del potere d’acquisto eroso dalla spinta inflattiva degli ultimi anni. La misura si configura come un intervento necessario di stabilizzazione, ma permane un divario significativo tra la remunerazione percepita e il reale costo della vita, lasciando la tutela economica del personale scolastico ancora parzialmente incompleta.

Come valuta il livello stipendiale raggiunto con questo rinnovo?

Rapportando la retribuzione alla crescente complessità del profilo docente e alle gravose responsabilità connesse alla funzione educativa, il risultato raggiunto non può essere considerato definitivo. Il compenso attuale appare correlato alle disponibilità di bilancio del momento, ma non è ancora pienamente commisurato all’alto valore sociale della professione. Il livello raggiunto rappresenta una tappa intermedia nel percorso di necessaria rivalutazione della dignità economica del personale scolastico.

C’è qualcosa che si aspettava e che invece non è entrato nel contratto?

Il rinnovo non ha ancora colmato il divario strutturale tra l’insegnamento teorico e il docente di laboratorio. Per il profilo degli Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP), si attendeva un riconoscimento più esplicito della specificità professionale e tecnica. Persistono disparità nel trattamento economico che non tengono conto dell’ampia responsabilità assunta nella gestione dei laboratori e nella garanzia della sicurezza. Risulta ancora incompiuto il processo di piena equiparazione e valorizzazione delle competenze specialistiche, lasciando irrisolta la necessità di un inquadramento che rifletta l’effettiva complessità del ruolo svolto nel sistema scolastico.

Cosa chiederebbe già oggi al prossimo tavolo negoziale?

In vista delle prossime scadenze negoziali, si ritiene prioritaria la definizione di un’agenda che affronti i nodi strutturali del profilo ITP. Le istanze fondamentali, a mio parere, includono:

  • Piena parità retributiva: il raggiungimento dell’equiparazione economica con il personale docente teorico, superando le attuali asimmetrie stipendiali.
  • Indennità di laboratorio: il riconoscimento di un emolumento specifico correlato alla gestione dei macchinari-attrezzature e alla responsabilità civile e penale connessa alla sicurezza degli ambienti laboratoriali.
  • Formazione specialistica: l’istituzione di percorsi di aggiornamento tecnico ad hoc-
  • Valorizzazione delle funzioni operative: la ridefinizione del peso contrattuale della categoria, affinché rifletta l’indispensabilità della docenza tecnico-pratica e le relative competenze gestionali.

Il riconoscimento della dignità professionale degli ITP richiede un impianto contrattuale che sancisca definitivamente lo status di professionisti specializzati, garantendo tutele e inquadramenti coerenti con le funzioni effettivamente esercitate.

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