Classi pollaio, si tornerà alla situazione antecedente marzo ’20. Inutile sperare nel Protocollo sicurezza. È privo di fondamento giuridico.

Classi pollaio, il protocollo sicurezza apre uno spiraglio per la loro riduzione. Purtroppo non sarà così. Lo stato di diritto non lo permette.

Classi pollaio, l’impegno a ridurle contenuto nel Protocollo sicurezza

Classi pollaio, il tema è ricorrente. Almeno da dodici anni. Prima della pandemia era confinato alla riflessione tra esperti e docenti. Dopo è diventato prima, seconda pagina nei quotidiani e oggetto di discussione (superficiale) nei talk show. Con la pandemia si è maggiormente consapevoli che la soluzione pensata dal duo Gelmini/Tremonti (2008-09) è incompatibile con i criteri sanitari e di sicurezza.

La proposta di Protocollo per riaprire in sicurezza le scuole, recependo l’orientamento del Cts, ritiene raccomandabile il distanziamento di un metro (buccale o tra i banchi?). In mancanza di questa condizione allora “resta necessario mantenere le altre misure di prevenzione“.

Ne discende la riduzione del personale aggiuntivo (Covid), utilizzato per il recupero degli apprendimenti e in presenza di classi “particolarmente numerose“. L’espressione aggiunta, nel Protocollo sicurezza firmato dai sindacati (14 agosto), ha fatto cantare vittoria a questi ultimi, dichiarando che la presenza delle classi pollaio sarà ridotta.

Le regole di uno stato di diritto smorzano gli entusiasmi

Allora tutto risolto? Non direi. In una intervista ad Huffingtonpost.it, l’ex Ministra Lucia Azzolina ha svelato la fragilità del citato passaggio rispetto a una normativa risalente al 2009. Mi riferisco al D.P.R.81/09 che ha stabilito il numero minimo e massimo di alunni per sezione o classe.

Ha dichiarato l’esponente pentastellata: “Ai più probabilmente sfugge il fatto che per legge, la legge Gelmini, non è possibile ridurre il numero di alunni per classe. Serve una deroga al dPR 81/2009. Prevista un anno fa (all’interno di un piano graduale che il Governo Conte II aveva avviato studiando, per i prossimi anni, anche l’andamento demografico), è stata cancellata. Non potranno dunque essere sdoppiate le classi e non c’è più, per i docenti, il cosiddetto organico Covid come l’anno scorso“. In sintesi, un’intesa tra governo e sindacati vale zero di fronte a una norma e quindi non troverà applicazione.

A questo aggiungo che la presenza dell’avverbio “particolarmente” restringe molto la platea delle ipotetiche classi coinvolte, tenendo presente che secondo Lucia Azzolina per il Ministro Bianchi non sono numerose le classi con 27 alunni.

Quindi le classi pollaio resteranno, nonostante anche una petizione sindacale.

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