Aumenti stipendi scuola e rinnovo del contratto, l’esito è incerto: quali sono le cifre sul tavolo e a quanto si potrebbe arrivare?

L’esito del rinnovo del contratto scuola, e quindi anche degli aumenti degli stipendi, è ancora incerto. Dopodomani è previsto un nuovo incontro all’Aran. Come sottolinea Il Sole 24 Ore, l’esito è difficile da prevedere visto che i sindacati sono divisi: una parte è pronta al dialogo, un’altra no perché giudica le risorse insufficienti. Cosa succede se non si trova un accordo?

Aumento stipendi: a quanto ammonta la cifra?

Se non si dovesse trovare un’intesa sul rinnovo del contratto nel prossimo incontro, il rischio maggiore resta che ad occuparsene dovrà essere il prossimo Governo. Che tradotto, significa rimandare ancora. Aumenti di stipendio e arretrati tarderebbero ancora ad arrivare nelle buste paghe dei lavoratori della scuola.

La trattativa, al momento ferma, prevede un aumento che supera di poco la soglia dei cento euro lordi. Secondo una prima stima, con tutte le risorse raccolte, il rinnovo del contratto porterebbe agli 850mila docenti italiani 123 euro medi pro capite lordi (75-80 netti) e ai 200mila ATA 90 euro medi pro capite lordi (60-65 netti).

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A quanto ammontava il precedente aumento? Il precedente Ccnl a firma di Valeria Fedeli nel 2018, ha portato a un aumento medio per i docenti di 96 euro e per gli ATA di 84,5 euro. Appare quindi difficile, in una situazione come quella attuale, che la richiesta dei sindacati di un incremento di oltre 300 euro lordi al mese possa essere soddisfatta.

Anche per questo i partiti hanno fatto degli stipendi degli insegnanti una parte del loro progetto politico. Ciò non toglie che i numeri sono davvero tristi: un insegnante che inizia la sua carriera in Italia guadagna tra i 22 e i 29mila euro annui, mentre in altre parti d’Europa lo stipendio può arrivare fino a 80mila euro.

Rinnovo contratto: i punti salienti

Il prossimo Ccnl, oltra agli importi degli aumenti stipendiali e degli arretrati, dovrà definire il nuovo sistema di formazione professionale dei docenti. Un altro elemento di rinnovamento è l’avvio di un percorso di carriera che prevede la figura del “docente esperto”, che offrirà ad alcuni un aumento stipendiale non legato all’anzianità di servizio, bensì alla formazione.

Il terzo e ultimo aspetto da disciplinare con il nuovo contratto è la conciliazione tra mobilità dei prof e la continuità didattica per gli studenti. Il tentativo dovrebbe essere porre fine al “valzer” che studenti e famiglie sperimentano ogni anno, con gravi ricadute sugli apprendimenti.