Aumenti stipendi Comparto Istruzione e Ricerca, certificazione positiva della Corte dei Conti (Delibera in PDF e Tabelle).

Aumenti stipendi personale Comparto Istruzione e Ricerca, la Corte dei Conti, con la delibera N. 11 del 2 febbraio 2023, ha certificato positivamente l’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sui principali aspetti del trattamento economico del personale del Comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2019-2021. La deliberazione è stata trasmessa all’ARAN, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Dipartimento della Funzione Pubblica, all’Ufficio per le relazioni sindacali, al Ministero dell’economia e delle finanze, al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e al Ministero dell’istruzione, al Ministero dell’università e della ricerca.

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Aumenti stipendi Comparto Istruzione e Ricerca, delibera della Corte dei Conti

Nell’ambito delle risorse complessive previste per tutti i comparti di contrattazione, sono state definite le risorse occorrenti per il rinnovo del comparto Istruzione e Ricerca (Tavola 1), sulla base della quantificazione effettuata dal Comitato di settore come risulta dall’Atto di indirizzo del 10 maggio 2022. La tavola riporta le risorse, al lordo degli oneri riflessi, che, per quanto riguarda la Scuola e l’Afam sono a carico del bilancio dello Stato, mentre per le Università e gli Enti di ricerca gravano sui bilanci delle amministrazioni e degli enti stessi. Dal 2021, le risorse comprendono anche quelle necessarie per la stabilizzazione dell’elemento perequativo, quantificate in 219,67 milioni (0,43 per cento sul monte salari 2018) con un incremento a regime del 4,21 per cento.

La Corte dei Conti ha ricordato che la chiusura delle trattative dell’Ipotesi in esame ha subito una accelerazione a seguito della sottoscrizione, in data 10 novembre u.s., dell’“Accordo per un’anticipazione della parte economica relativa al trattamento fondamentale e successive sequenze”, tra il Ministro dell’istruzione e del merito e le organizzazioni sindacali di settore, al fine di assicurare l’erogazione degli arretrati e degli incrementi contrattuali entro il mese di dicembre 2022. In tale Accordo, il Ministro si è impegnato, tra l’altro, ad individuare ulteriori risorse, per 100 milioni di euro, finalizzate ad incrementare la componente stabile della retribuzione accessoria, attraverso nuovi interventi normativi, che saranno utilizzate nel prosieguo delle trattative.

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Relativamente alle ulteriori risorse reperite dopo tale accordo di anticipazione della parte economica, va rilevato che l’art. 14, comma 3 del d.l. 176/2022 ha incrementato il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa di 85,8 milioni di euro per il personale docente ed ha destinato 14,2 milioni al compenso individuale accessorio del personale ATA, 7 per un totale di 100 milioni. Ulteriori interventi, inoltre, sono previsti nella legge di bilancio per il 2023.

Le risorse sopra menzionate (Tavola 3), corrispondenti al 4,21 per cento del monte salari 2018, sono state destinate all’incremento degli stipendi tabellari, al conglobamento nello stipendio tabellare dell’elemento perequativo ed ai conseguenti effetti sugli altri istituti contrattuali, all’incremento di alcune indennità e compensi, sia per Scuola e Afam che per Università e Enti di ricerca, come risulta dalla tavola 2.

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Gli incrementi sui tabellari (artt. 3-6-9) sono stati previsti in tre tranche per i tre anni, ognuna con decorrenza 1° gennaio. Gli incrementi sono comprensivi della cosiddetta “indennità di vacanza contrattuale”, ovvero l’anticipazione erogata in applicazione dell’art. 47-bis, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001.

Qui sotto riportiamo il testo integrale della delibera della Corte dei Conti con le diverse tabelle riguardanti gli aumenti stipendiali.

DELIBERA