L’importo dell’Assegno unico per i figli 2023 potrebbe aumentare. Ma l’aumento non è la sola buona notizia. Per alcuni, l’erogazione dell’assegno sarà automatica, senza più la necessità di presentare la domanda. Perché l’importo dell’assegno aumenta? E che dire del limite Isee attualmente in vigore? Il Sole 24 Ore alcuni giorni fa ha chiarito tutti questi aspetti.

  • Affrettati, prima che la nuova normativa entri in vigore

Dal 1° gennaio 2023, come previsto dalla legge, l’Assegno Unico per i figli sarà indicizzato al caro vita. La rivalutazione, con l’attuale livello di inflazione intorno all’8%, potrebbe portare il valore dell’assegno dagli attuali 175 euro mensili, a 190 euro (per chi ha un Isee fino a 15 mila euro).

L’inflazione in crescita avrà effetto anche sulle soglie di Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), che costituisce la base per il riconoscimento dell’assegno unico alle famiglie. Con l’attuale livello di inflazione il limite dell’Isee di 15 mila euro che permette di ottenere l’assegno di 175 euro, verrebbe a sua volta rivalutato a circa 16 mila euro.

Naturalmente, anche chi riceve l’importo minimo dell’assegno di 50 euro (Isee superiore a 40mila euro), lo vedrebbe incrementare fino a 54 euro grazie all’adeguamento al costo della vita. La soglia di Isee, in questo caso, sarebbe rivalutata a 43.200 euro.

Per chi l’assegno diventa automatico

L’INPS non richiederà più la presentazione della domanda di rinnovo dell’assegno unico, ma continuerà ad erogare l’importo ai beneficiari sulla base delle informazioni già acquisite. Unica accortezza del beneficiario, dovrà essere quella di comunicare eventuali variazioni dei requisiti di accesso all’assegno (numero di figli, figli che compiono 22 anni, modifica dell’Isee e variazioni di reddito o del patrimonio del nucleo familiare).