Armi a scuola e violenza, Meloni: ci stiamo lavorando

Orizzonte Scuola

Sanzioni per i genitori da 200 a 1.000 euro, metaldetector nelle scuole a rischio e misure per minori stranieri.

 

Il pacchetto sicurezza è atteso al Consiglio dei ministri, forse già nei prossimi giorni. La Lega continua a spingere perché il disegno di legge venga trasformato in decreto: l’obiettivo è far valere l’urgenza delle misure rivolte ai minori, rendendo così immediatamente applicabili alcune norme.

All’interno della maggioranza, è soprattutto la Lega a insistere per una conversione immediata in decreto, spingendo sulla necessità di interventi rapidi nei confronti dei più giovani. Alcune delle disposizioni previste, infatti, richiederebbero applicazione immediata per rispondere a situazioni giudicate urgenti.

Due strumenti normativi distinti

Il provvedimento è strutturato in due testi separati. Il primo è un decreto legge che punta a creare delle aree urbane sotto osservazione rafforzata, denominate “zone rosse”. Il secondo è un disegno di legge pensato per intervenire in modo più ampio sul fenomeno della violenza giovanile.

Nel ddl vengono previsti diversi interventi:

  • rafforzamento delle pene per chi viene trovato in possesso di coltelli senza una valida motivazione;
  • inasprimento per i reati commessi in gruppo o nei pressi di scuole e aree verdi;
  • attribuzione di maggiori responsabilità ai genitori rispetto alla condotta dei figli.

Reazioni e contesto

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha fatto riferimento a episodi recenti, tra cui quello avvenuto a La Spezia, dove uno studente è stato accoltellato da un coetaneo. Ha parlato di una necessità che va oltre le misure di prevenzione già esistenti. “Come si arriva al punto che un ragazzo porti un coltello da casa per usarlo a scuola?”, si è chiesto. E ha aggiunto: “Servono strumenti che intervengano anche su cultura, educazione e responsabilità.”

Secondo quanto riferito dal ministro, il pacchetto nasce da un percorso tecnico avviato da mesi e ora in fase di consultazione tra i ministeri. L’ipotesi è che possa essere discusso in Cdm entro fine mese.

📅 Giovedì 22 gennaio 2026
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La lettura animata dell’albo illustrato Ercole e Carolina, insieme agli interventi dell’autore e dell’illustratrice, sarà il punto di partenza per affrontare con delicatezza, fantasia e ironia temi fondamentali come:
💛 il riconoscimento dell’altro
🌈 l’amore oltre stereotipi e pregiudizi
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Sanzioni e strumenti amministrativi

Il testo prevede l’estensione dell’ammonimento da parte del questore anche a chi ha tra i 12 e i 14 anni, nei casi in cui siano coinvolti in:

  • lesioni personali;
  • risse;
  • minacce;
  • violenza privata;

a condizione che i fatti siano commessi con armi o oggetti atti a offendere, il cui possesso non sia giustificato.

Viene inoltre introdotta una sanzione pecuniaria per i genitori o i tutori dei minori responsabili, con importi compresi tra 200 e 1.000 euro.

Pressioni politiche e nuove proposte

Parallelamente, la Lega spinge per ampliare il contenuto del pacchetto. Oltre alla richiesta di procedere per decreto, il partito propone misure aggiuntive rivolte in particolare ai minori stranieri. Tra le proposte:

  • revisione delle procedure di ricongiungimento familiare;
  • esclusione dai benefici dell’accoglienza per chi commette reati;
  • rimpatri più rapidi per i minori non accompagnati.

A fare da sfondo resta l’episodio avvenuto a La Spezia, considerato emblematico di una situazione da affrontare con strumenti nuovi. La presidente del Consiglio, da Seul, ha spiegato che la riunione a Palazzo Chigi per discutere il testo è in via di convocazione: “Ci stiamo lavorando, non so se sarà pronto per martedì”, ha dichiarato.

Ipotesi metal detector negli istituti scolastici

Tra le proposte più recenti, non ancora presenti nella bozza, c’è anche l’introduzione di metal detector all’interno delle scuole. Il ministro Valditara, promotore dell’idea, ha chiarito che non si tratterebbe di una misura diffusa su tutto il territorio, ma limitata ai casi in cui venga avanzata una richiesta dalla comunità scolastica e ci siano elementi oggettivi che giustifichino l’intervento.

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