“Ritengo ragionevole pensare che con fine maggio nel nostro Paese il green pass non sarà più richiesto. Questo è un obiettivo del Governo”. Lo ha detto Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, intervenuto a ’24 Mattino’ su Radio24.

Un certificato che non ha più senso

Il green pass “è stato strumento utile, ci ha permesso di riaprire tutte le attività. Abbiamo riaperto il 26 aprile e non abbiamo più chiuso grazie al green pass. Credo che dal 1 aprile – ha aggiunto Costa – ci saranno alcune situazioni in cui il certificato non sarà più richiesto pensiamo ai bar e ristoranti all’aperto, alle attività sportive all’aperto. Poi una seconda fase nel mese di maggio dove ci sarà un altro allentamento e credo – ha concluso – che ci sono le condizioni per pensare a un’estate senza restrizioni”.

Con la fine dello stato emergenziale deve deve finire anche la sospensione dal servizio del personale scolastico non vaccinato. E’ la richiesta di Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief.

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Ritorno alla normalità

“Finalmente – ha detto il sindacalista ad Italia Stampa – il Governo ha capito che bisognaritornare alla normalità: anche i dati sui casi di positività al Covid19 ci confortano”. A questo punto, “però è importante anche far rientrare sul posto di lavoro quei 10.000 dipendenti, tra insegnanti e amministrativi, sospesi dal servizio da 4 mesi e privati anche dello stipendio pur avendo servito nel primo anno della pandemia in maniera silente lo Stato”.

Anche il Tar Lombardia ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sul ricorso prodotto da uno psicologo e pure la sezione V del Tar Lazio ha disposto il pagamento della metà della retribuzione di alcune guardie penitenziarie annullando la sospensione dal servizio dei militari.

Questione di legittimità comunitaria

Il Tar del Veneto si è espresso contro l’obbligo vaccinale per accedere al lavoro: il Tribunale regionale ha disposto, infatti, il reintegro dello stipendio al personale (dipendenti di polizia) che rimane sospeso in attesa della Camera di Consiglio, nel rispetto dell’articolo 1 e degli articoli 35 e 36 della Costituzione.

La decisione nella regione segue quella del Tribunale di Padova che ha sollevato questione di legittimità comunitaria in Corte di giustizia europea lo scorso dicembre, che si era pronunciato sul ricorso presentato da un’infermiera, mentre il prossimo 16 marzo toccherà al Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia decidere se sollevare una nuova questione di legittimità costituzionale in merito all’articolo 32 a proposito di un tirocinante specializzando medico.