A Milano ha aperto il Museo dei Quaderni di scuola, il primo al mondo dedicato all’infanzia «tra le righe»

Oltre 2500 documenti, da 36 Paesi: il più antico è del 1775, i più toccanti quelli scritti dai bambini sotto le bombe della Seconda Guerra Mondiale

FRANCESCA AMÉ VANITY FAIR

he copertina aveva il vostro quaderno preferito delle elementare? E i vostri temi, quelli che la maestra chiedeva di scrivere in corsivo, con gli spazi ben curati, li avete mai riletti? Li avete conservati in soffitta o avete buttato tutto?

Ora c’è uno spazio a Milano che si è dato il compito di recuperare le nostre memorie scolastiche: è in via Broletto, in pieno centro, ed entrarvi è come fare un viaggio nel tempo alla riscoperta della propria infanzia e di quella di tanti bambini vissuti prima (e altrove) rispetto a noi. Il Museo dei Quaderni di Scuola (qui il sito, il museo si può visitare in piccoli gruppi, solo su prenotazione) è l’unico al mondo di questo genere: conserva una collezione di oltre 2.500 documenti, perlopiù quaderni della scuola primaria e secondaria inferiore, scritti con quella grafia rotonda che avevamo tutti da bambini. Il più antico è un pezzo raro della fine del Settecento (1775, per l’esattezza, e viene dall’Inghilterra: è quello che trovate nella foto in apertura di questo articolo), i più recenti sono quaderni scritti a penna nei primi anni Duemila. Oltre ai quaderni italiani, ci sono documenti di oltre 35 Paesi, inclusi Cina e Giappone con i loro ideogrammi, che ci raccontano il mondo visto dai bambini, nella loro smaccata ingenuità, a ogni latitudine..

L’idea di archiviare questo patrimonio di storia materiali è di Thomas Pololi che lavora al progetto da una ventina d’anni e che ha fondato l’associazione Quaderni Aperti dove ad oggi sono attive una dozzina di persone, insieme ad altri volontari, una rete di circa 300 persone, che si adoperano per le traduzioni dei testi che poi Pololi, con dedizione e pazienza, digitalizza.

Varcata la porta del Museo, al primo piano di una palazzina a pochi passi dal Duomo di Milano, una sala piena di luce mette in mostra alcuni dei pezzi più significativi, suddivisi per anni e per temi: dei led digitali permettono anche di sfogliare alcuni quaderni. Ci siamo divertiti a leggere i testi della sezione #myself, dedicati all’autoritratto, che apre un universo sul modo, così schietto e onesto, che i bambini usano per descrivere anche sé stessi. Interessantissima – perfetto per le cronache di questi giorni – la sezione #propaganda, dove leggiamo testi scritti da bambini inglesi che sentono le bombe cadere vicino casa o quelli di giovani italiani invitati a tessere l’elogia della patria…

Nato come un blog che ha saputo raccogliere in rete già molti documenti, il progetto Quaderni Aperti ha attirato negli ultimi anni l’attenzione di insegnanti, pedagogisti, studiosi (anche accademici stranieri) e semplici curiosi: il materiale continua ad aumentare e il Museo dei Quaderni di Scuola appena aperto (su Instagram è qui) è diventato la casa delle voci di infanzia di ieri. Quelle che, prima che esistessero le note sul telefono, riversavano tra le righe dei loro quaderni osservazioni ed emozioni. Si possono leggere testi divertenti e cronache surreali: fateci un giro e spargete la voce, perché questo è un progetto che merita di crescere ancora.

 

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