Valditara a Job&Orienta 2025: orientamento e 4 + 2

di Lucio Ficara, La Tecnica della scuola

Filiera 4+2 e mancanza di personale, lotta alla dispersione scolastica, IA sui banchi.

 

Riforma del 4+2, importanza dell’orientamento, lotta alla dispersione scolastica e impatto dell’intelligenza artificiale sui banchi. Sono stati tanti i temi toccati dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso del suo intervento a Job&Orienta 2025, il Salone dedicato a Orientamento, Scuola, Formazione e Lavoro che si tiene ogni anno a Verona. Un evento “particolarmente affollato”, ha rivendicato Valditara prendendo la parola, con le richieste di giovani e insegnanti che “si sono indirizzate proprio sul 4+2, a conferma dell’interesse crescente verso questa riforma, con le iscrizioni che sono aumentate in modo esponenziale, cito a memoria, del 230%”.

I numeri del 4+2 e la mancanza di personale

Numeri che per il ministro dimostrano come il 4+2 sia un canale sempre più stimolante per le giovani generazioni. La riforma, ha aggiunto, si inserisce in una prospettiva europea, come confermato dal Consiglio dei Ministri dell’Istruzione a Bruxelles, dove tutti i Paesi concordano sulla necessità di un collegamento sempre più stretto “fra scuola e mondo dell’impresa”. Il modello italiano, ha aggiunto Valditara, è particolarmente avanzato perché non si limita a usare l’impresa come luogo di formazione, ma la coinvolge nella progettazione e strutturazione dei curricoli.

Il ministro ha ribadito l’urgenza di colmare il divario di competenze. “Io non accetto più, quando vado a parlare con le associazioni datoriali e con gli imprenditori, di sentirmi dire in tutte le regioni d’Italia: ‘Cerchiamo tecnici, cerchiamo dipendenti qualificati ma non riusciamo a trovarli’”. Il responsabile dell’Istruzione ha citato l’esempio di Caivano, dove un consorzio di imprese cerca 400 tecnici senza successo, e ha poi aggiunto che per Confindustria, nel 2027, il 47% delle qualifiche non sarà coperto. Per il ministro, questo è “un delitto nei confronti dei nostri giovani ma è anche un delitto nei confronti della competitività del sistema Italia”.

 

Il Valore Fondamentale dell’Orientamento e del Merito

Per quanto riguarda l’orientamento, Valditara ha sottolineato come sia “fondamentale”.La priorità è fare in modo che i giovani siano “consapevoli dei loro talenti”, una sfida che trova concretezza nella direttiva sul docente tutor/orientatore e nel ruolo straordinario della personalizzazione. Il ministro ha invitato a una vera e propria “rivoluzione culturale”, abbandonando lo “stereotipo novecentesco” che vede l’intelligenza come unica e piramidale.

Per il ministro, infatti, “ci sono tante intelligenze, tante intelligenze diverse, tutte egualmente importanti”. Da qui la necessità di guidare le scelte dei ragazzi e delle famiglie. In questo senso il Ministero ha inviato una lettera (scritta in collaborazione con le associazioni datoriali) che chiarisce prospettive e percorsi professionali, evidenziando come gli stipendi di primo ingresso nei settori tecnico-professionali siano“straordinariamente interessanti”.

La Lotta alla Dispersione Scolastica

Valditara ha citato i risultati ottenuti nella lotta alla dispersione scolastica. I dati, ha detto, sono molto incoraggianti. Nelle scuole di Agenda Sud in Puglia, gli apprendimenti sono stati “tre volte le altre scuole”. In Campania, il miglioramento è stato di circa due volte e mezzo. Grazie ad Agenda Sud e al Decreto Caivano, gli abbandoni si sono ridotti in modo esponenziale, con diecimila ragazzi recuperati l’anno scorso e 8.000 quest’anno.

Il contrasto alla dispersione si basa su un duplice approccio: la responsabilizzazione delle famiglie e lo stimolo didattico. La nuova procedura ha sostituito le vecchie sanzioni amministrative da 16 o 30 euro con un procedimento che può concludersi “anche con due anni di galera se ti rifiuti di mandare il figlio a scuola”. Parallelamente, si utilizza lo “stimolo” di Agenda Sud: “Musica, teatro, sport, una didattica sempre più moderna, sempre più coinvolgente”. Fondamentale è anche il coinvolgimento dei genitori fragili, perché altrimenti “quello che si impara a scuola si dimentica a casa”.

L’Intelligenza Artificiale al Servizio della Didattica

Per quanto riguarda l’IA, infine, Valditara ha rivendicato come l’Italia sia stata pioniera, organizzando a Napoli il “primo grande summit mondiale” sull’intelligenza artificiale nella scuola. Valditara ha evidenziato che il nostro Paese, a parte l’Estonia, è il primo ad aver avviato l’uso sperimentale degli assistenti virtuali per personalizzare la didattica in diverse regioni (Calabria, Lazio, Toscana, Lombardia), con l’obiettivo di estendere il progetto a livello nazionale.

Il ministro ha sottolineato un aspetto delicato del rapporto con l’IA. Se da un lato essa consente la personalizzazione degli apprendimenti, ha detto, dall’altro è necessario bilanciarla con l’educazione civica, che deve abituare lo studente “a un uso corretto dell’intelligenza artificiale ad un uso corretto anche delle nuove tecnologie smartphone compreso”.

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