Precari scuola 2025: ‘doppio canale sì, ma prima assumere gli idonei’

Precari scuola 2025, la proposta: chiudere le graduatorie, stabilizzare idonei e abilitati, trasformare l’organico di fatto in organico di diritto.

da scuolainforma

Con l’inizio dell’anno scolastico, il tema dei docenti precari torna al centro del dibattito. Ogni anno migliaia di insegnanti abilitati e idonei restano esclusi dalle assunzioni, mentre i governi moltiplicano concorsi simili tra loro, spesso privi di efficacia. In una riflessione firmata da Salvatore Ciurleo, esperto di dinamiche scolastiche, emerge una proposta alternativa: chiudere temporaneamente le graduatorie, inserire tutti i docenti idonei e abilitati, compresi i professori e le professoresse del Pnrr1, e trasformare l’organico di fatto in organico di diritto.

La critica al sistema del doppio canale

Negli ultimi mesi, esponenti politici come l’onorevole Mario Pittoni hanno rilanciato l’idea del doppio canale di reclutamento, presentandolo come una soluzione definitiva al problema del precariato. Secondo Ciurleo, tuttavia, la proposta appare incompleta e rischia di trasformarsi in un ulteriore strumento propagandistico, privo della forza necessaria per risolvere il problema strutturale.

Il sistema dei concorsi ripetuti, organizzati senza una pianificazione concreta, non solo ha perso significato, ma rischia di rallentare il percorso verso una vera stabilizzazione. Al contrario, una riforma efficace dovrebbe bloccare i concorsi per qualche anno e puntare su un percorso di assunzioni mirato.

La proposta: chiudere le graduatorie e stabilizzare i docenti idonei

Il cuore della riflessione è chiaro:

  • Chiusura temporanea delle graduatorie per interrompere l’ingresso continuo di nuovi candidati.
  • Inserimento di tutti i docenti idonei e abilitati, compresi i partecipanti ai percorsi abilitanti Pnrr1.
  • Trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto, con assunzione stabile di chi ha già superato almeno un concorso ordinario.

Solo dopo questa fase sarebbe possibile riaprire ai concorsi ordinari con cadenza regolare, costruendo un doppio canale realmente efficace: il 50% dalle nuove graduatorie di merito e il 50% dalla prima fascia GPS.

Il nodo degli idonei esclusi

Ciurleo sottolinea un punto spesso trascurato: la condizione dei docenti idonei. Si tratta di insegnanti che hanno:

  • affrontato commissioni composte da esperti,
  • superato prove selettive complesse,
  • conseguito l’abilitazione attraverso percorsi formativi con tirocini e frequenza obbligatoria.

Nonostante questo, molti restano esclusi anche dalle supplenze annuali, superati da candidati con un semplice punteggio in graduatoria e senza alcuna valutazione diretta delle competenze disciplinari. Il sistema appare quindi ingiusto: in un Paese che ha bisogno di docenti preparati, non viene riconosciuta la priorità a chi ha già dimostrato competenze e professionalità.

La necessità di dare dignità agli insegnanti

Il messaggio finale è netto: insegnare non può essere improvvisato. Servono formazione, valutazione seria e percorsi abilitanti riconosciuti. Se davvero si vuole costruire un doppio canale di reclutamento capace di funzionare, la priorità deve essere data agli insegnanti che hanno già superato concorsi e ottenuto l’abilitazione, riconoscendo loro il diritto di occupare stabilmente le cattedre.

La riflessione di Ciurleo in forma integrale

Il punto principale della mia riflessione: chiudere temporaneamente le graduatorie, inserire tutti i docenti idonei e abilitati, anche i professori e le professoresse del Pnrr1, e trasformare l’organico di fatto in organico di diritto.

L’inizio dell’anno scolastico è arrivato e la situazione dei precari peggiora di anno in anno. I politici, specie quelli che hanno oggi in mano le leve del potere, si limitano a proclami inconcludenti e illusori. Tra questi, l’onorevole Mario Pittoni, considerato il “tecnico” della Lega per la scuola, parla di doppio canale come se fosse la panacea di tutti i mali, ma dimostra di non avere compreso la realtà. Il doppio canale, così come viene presentato, non sta in piedi: il governo continua a moltiplicare i concorsi fotocopia, svuotandone il senso.

Una proposta seria avrebbe bisogno di coraggio, come tentò di fare l’allora ministro Giuseppe Fioroni (durato pochissimo in carica, perché i franchi tiratori interni fecero cadere quel governo): bloccare i concorsi per qualche anno, cercare di chiudere temporaneamente le graduatorie, inserire tutti i docenti idonei e abilitati, anche i professori e le professoresse del Pnrr1, e trasformare l’organico di fatto in organico di diritto assumendo stabilmente tutti i docenti che hanno già superato un concorso ordinario. Solo alla fine di questo percorso si potrebbe riaprire ai concorsi ordinari con cadenza regolare e costruire davvero un doppio canale utile: 50% dalle nuove GM e 50% dai docenti rimasti in prima fascia GPS. Sarebbe un sistema poco clientelare, equo e soprattutto capace di stabilizzare il personale scolastico, garantendo al tempo stesso un fisiologico ricambio generazionale.

La sofferenza degli idonei

Ma in questo scenario manca un punto essenziale: la sofferenza degli idonei. Ci sono migliaia di docenti che hanno affrontato commissioni composte da esperti, superato prove complesse e ottenuto l’idoneità. Persone che hanno poi completato un percorso abilitante selettivo, fatto di studio, presenza obbligatoria, tirocini diretti e indiretti. Questi insegnanti abilitati e idonei ad almeno un concorso e hanno già dimostrato competenza e preparazione davanti più commissioni di esperti eppure restano esclusi anche dalle supplenze superati da chi rappresenta un punteggio e mai ha tentato un concorso anche solo per essere valutato sulle competenze disciplinari da una commissione di esperti.

L’ingiustizia del sistema

È qui che il sistema mostra tutta la sua ingiustizia: in un’Italia che ha bisogno di scuola, di istruzione e di docenti formati, come si può pensare che non abbiano la precedenza assoluta proprio coloro che sono già stati valutati in un concorso e hanno poi guadagnato l’abilitazione sul campo? Sono loro che dovrebbero occupare le cattedre, anche con supplenze annuali, ben prima di pensare a nuove scorciatoie o soluzioni improvvisate. Perché non tutto si può fare senza titolo. Non tutto si può improvvisare. Insegnare richiede preparazione, formazione e valutazione seria più che un mero punteggio. E se davvero il doppio canale vuole essere una soluzione, deve però prima partire da qui, e lo ripeto ancora: dare dignità e precedenza a chi ha già dimostrato, davanti a una commissione e dentro un percorso abilitante, di essere pronto a istruire le nuove generazioni.

Salvatore Ciurleo – esperto di dinamiche scolastiche

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