Organici scuola: dopo le proteste delle Regioni, il Ministero riduce i tagli
di Reginaldo Palermo, La Tecnica della scuola
Dopo le proteste delle Regioni il Ministero dell’Istruzione e quello dell’Economia si sono convinti a rivedere l’organico previsto per dirigenti scolastici e DSGA.
Il contenzioso si era manifestato nei mesi scorsi perché il decreto ministeriale prevedeva che gli organici venissero calcolati in base alle proiezioni Istat.
Le regioni hanno però obiettato che in realtà le cose stavano andando un po’ diversamente e, a livello nazionale, il numero complessivo di alunni era superiore di 60mila unità rispetto a quanto previsto dall’Istat.
A questo punto i due Ministeri hanno deciso di rivedere i conteggi e il “taglio” iniziale di 167 autonomie scolastiche è stato ridotto di 80 unità portando con il risultato di avere per il 2026/27 7.389 scuole contro le 7.600 del 2024/25 e le 7.400 programmate per il 2025/26.
In questa tabella viene fornita anche la ripartizione delle sedi suddivise fra le diverse regioni.

A questo punto la proposta del Governo verrà sottoposta al vaglio della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Comuni che dovrebbe riunirsi il prossimo 7 maggio.

La documentazione che la Conferenza dovrà esaminare è molto interessante perché contiene anche i dati elaborati dalll’Istat sulla dinamica demografica dei prossimi anni.
I dati più allarmanti e più preoccupanti emergono da questa tabella predisposta dall’Istituto nazionale di statistica.
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